giovedì 25 luglio 2013

Smart City 2

A tutela di questo spazio (fino ai primi di agosto)

 La nuova Giunta è in carica da poco più di un mese, ed è facile capire che il periodo commissariale e le oggettive difficoltà del momento non rendano facile il compito del Sindaco e dei suoi Assessori.
Alcune cose evidenti sono sotto gli occhi di tutti: il cattivo stato di molte strade, il permanere di un traffico difficile e poco sorvegliato, le condizioni precarie di alcuni servizi, gravi errori (?) urbanistici dell'ultimo decennio, etc.
La struttura della Giunta sembra aver trovato un suo equilibrio; e la presenza di un Sindaco fortemente motivato si avverte. La stampa locale continua, però, a fare nomi e cognomi per ogni "carica" in attesa di essere ricoperta: i presunti candidati rischiano, a volte, di essere per numero superiori all'attuale debole popolazione della città. Si potrebbe dire, volgarmente, "più culi che sedie". E' persino commovente vedere quanti si siano candidati per i quattro (4) posti spettanti al Comune nella Deputazione Generale della Fondazione: è evidente la voglia che molti provano di sentirsi utili alla città. Che tutti poi lo sarebbero davvero, è tutto da dimostrare.
Tra i tanti ruoli da ricoprire, uno sembra ora dimenticato. Nella nuova Giunta, infatti, manca ancora chi occupi il fondamentale ruolo, per una città come Siena, di Assessore alla Cultura: per usare un termine che forse andrebbe aggiornato, dato che i compiti di un simile ruolo sono oggi più complessi, articolati e aperti ai nuovi orizzonti in cui tale assessorato si deve proiettare.
E' vero che , intanto, questo Assessorato è inglobato nelle competenze del Sindaco, che ne ha evidentemente colto la fondamentale importanza.
Ma il nome di chi sarà poi effettivamente Assessore alla Cultura sembra, col tempo, sfumato. Nel senso che si parlò subito del professor Massimo Vedovelli, ancora rettore pro-tempore dell'Università per Stranieri fino al 31 ottobre, quando gli subentrerà Monica Barni, già eletta Rettore all'unanimità.
Un felice caso di rara ed efficiente continuità.
Non sarebbe male - se le cose stanno così - che si dicesse esplicitamente, fin da ora, che alla scadenza prevista Vedovelli sarà il nuovo Assessore alla Cultura.
Non è più il tempo, se mai lo è stato, di un Assessorato quasi onorario, o comunque destinato ad essere affidato a figure tradizionali, sia pure alte, di intellettuali e/o accademici della cultura.
Ora è il tempo in cui occorrono, oltre alla cultura specifica, le grandi capacità organizzative e di relazione ampiamente dimostrate dal Rettore dell'Università per Stranieri coi risultati ottenuti dalla sua gestione. Troverà senz'altro nella Giunta Comunale, fortemente innovata, intelligenze pronte ad una cooperazione che ormai è necessaria in ogni organismo di governo: anche quello cittadino.

martedì 23 luglio 2013

Smart City


Smart (dal vocabolario, al femminile, come si conviene per una città):
elegante, alla moda, sveglia, intelligente, abile, furba, brillante, spiritosa, forte, secca, rapida, veloce, grande, considerevole.
Come sostantivo anche: dolore e sofferenza

Meglio lasciare, ossia carpire, la parola a Francesco Profumo, già Ministro dell'Istruzione dell'Università  e della Ricerca del Governo Monti; citando un significativo brano di un suo articolo su arcVision (aprile 2013).
"Sono due gli aspetti della visione Smart City, che però vanno sottolineati e tenuti in considerazione. In primo luogo troppo spesso la città è intesa solo come la "città che consuma" e la "città da amministrare". Ma esiste una terza visione - sempre più critica - ed è quella della "città che produce".
Con l'emergere dell'economia dei servizi, la città è ormai diventata il cuore della nuova economia e richiede nuove infrastrutture e nuove piattaforme di conoscenza (sia di produzione, sia di condividsione) anche per produrre in maniera più competiviva. . .
L'aspetto forse più caratterizzante delle città italiane è il loro cuore antico, il centro storico e il patrimonio culturale diffuso: più che un limite verso la loro modernizzazione si tratta invece di una straordinaria occasione per una forte caratterizzazione identitaria e può diventare il laboratorio a cielo aperto dove sperimentare le tecnologie e le soluzioni avanzate. Inoltre, le nostre città sono organizzate attorno alle piazze, hanno una forte dimensione turistica, una diffusione capillare della cultura imprenditoriale artigiana e del commercio al dettaglio. Città dunque come straordinari cantieri progettuali. Etc."

Siena è iscrivibile di diritto in questa prospettiva. Partendo da una condizione di grave crisi, ma non essendo povera, occorre senza indugi attuare o ripristinare una salvaguardia estesa e rigorosa dell'esistente; contemporaneamente individuare i luoghi e i modi per attivare il prima possibile il "laboratorio a cielo aperto".
Perciò occorrono: conoscenza delle qualità esistenti e potenziali, intelligenza politica (senso della polis), capacità organizzativa, apertura al mondo: cioè "collaborare per competere".

martedì 25 giugno 2013

Idem come sopra


da La Repubblica di lunedì 24 giugno 2013
Ritorno su Josefa Idem e le sue dimissioni da Ministro spinto dall'unico commento ricevuto al mio post: "Non hai citato l'articolo più intelligente e appropriato: Gad Lerner".
L'ho letto l'altricolo: e l'ho trovato perfettino e sentenzioso, tipico di chi è abituato a giudicare dall'alto di una cattedra mediatica: "Le medaglie non bastano". Ma non basta neppure paragonare l'eventuale "misfatto" edilizio e fiscale (ancora da verificare) con l'acquisto di un alloggio, con vista sul Colosseo, avvenuto a sua insaputa da parte di un ex  Ministro ligure, noto ormai solo per questo.
Lerner sembra approfittare della sua notorietà per dare una lezioncina di bon ton politico-ministeriale.
Ha voluto mostrarsi contro corrente: invece si è iscritto al folto gruppo di quelli che sono sempre sicuri di essere dalla parte giusta.
Ne risulta un'amarognola esibizione di civico pefezionismo. Non sentiva neppure, mentre stava scrivendo, l'avvicinarsi dei rombi della tempesta berlusconiana.

PS. La vicenda della casetta semirurale (la casa-palestra) di Santerno di Ravenna risalirebbe al 2007. Chi l'ha tirata fuori, se così è; e perché?

lunedì 24 giugno 2013

Idem con patate


Due pagine su Repubblica, con l'inizio in prima: "Il Governo scarica la Idem, dimissioni a un passo - parte l'inchiesta, sopralluogo dei vigili nella casa-palestra". Finalmente! In Italia si comincia a fare sul serio.
Nelle pagine interne si leggono autorevoli pareri. Paradossalmente condivido quello di Renato Brunetta (sic!), convinto che la Idem non si debba dimettere; mentre non condivido quello di Enrico Rossi, Presidente PD della Regione Toscana.
Come si vede la politica c'entra di straforo: si tratta di opinioni personali: come è giusto per un caso personale; che Josefa Idem ha affrontato personalmente dicendo poche e semplici cose in una apposita conferenza stampa. Nessuno sembra mettere in dubbio la sua onestà, ma quello che conta sono i principi. Se così fosse metà del Parlamento rischierebbe di doversi dimettere. "Il suo è un peccato veniale, ma cozza con l'immagine di paladina integerrima della morale e dell'etica". Così si esprime l'intransigente Daniela Santanché. "E' un'arrogante (senti chi lo dice), se ne deve andare". E poi: "Nessuna indulgenza, e quel Ministero spetta a noi".
Viva l'Italia!
Dario Ginefra, deputato PD, aggiunge: "Dovrebbe valutare seriamente l'ipotesi di togliere il Governo Letta dall'imbarazzo di dover scegliere per lei". Fine considerazione politico-etica!
Io personalmente (per quello che vale la mia opinione) ho quasi voglia di vomitare: Queste affermazioni di tracotante intransigenza mi pesano come patate non digerite nello stomaco. Chi ha visto la Idem nella penosa conferenza stampa avrà notato, con vergogna, l'impaccio della grande atleta dipinto sul volto: quello di una persona onesta. Ma questo evidentemente non basta: è una specie di gogna che fa sentire gli altri, migliori di quanto non siano in realtà.

giovedì 13 giugno 2013

Nomen omen

Stando senza reticenze sulla cronaca, può essere significativo vedere come una Giunta nuova in poche ore, o in pochissimi giorni, può rivelarsi molto difficile da mettere in piedi.
Mentre alcuni nomi e ruoli cominciano a delinearsi (così si dice), almeno fino alle ore 18:30 di oggi 13 giugno, settori di fondamentale importanza sembrano ancora sguarniti: l'urbanistica per esempio. Che in precedenti esperienze amministrative si è affidata in pochi minuti.
La città non manca di possibili soluzioni all'insegna della competenza, del cambiamento, della consapevolezza che questa dovrà avere fatalmente una dimensione maggiore: pena il suo disfacimento.
I nomi possibili non sono molti, ma non mancherebbero. Ma è questione di nomi o di cognomi?


mercoledì 12 giugno 2013

Impossibile tacere


Il caso è di tale gravità e ormai di così estesa conoscenza che, nonostante mi sia già espresso pubblicamente almeno due volte prima che cominciassero i lavori, è impossibile evitare di ritornarci sopra. A cose ormai compromesse e in corso d'opera; purtroppo si può dire sinora.
Potrei limitarmi ad affermare che, se fossi stato io amministratore comunale o esponente di un organismo di tutela, alla sola vista di quanto si chiedeva di fare a ridosso del Palazzo dei Diavoli, avrei buttato domanda, pareri già avuti, rendering già presentati, dalla finestra; vergognandomi anche per chi ha avuto il coraggio di presentare e redigere un simile progetto. Fidandomi dello sguardo che i miei venticinque lettori vorranno dare alle immagini qui sotto esposte (ma se vanno su internet le trovano quasi tutte, ma non tutte), spero che il loro primo sentimento sia di incredula incazzatura. Il Palazzo dei Diavoli è un unicum per storia, significato, inusuale qualità architettonica e figurativa. E di significato urbanistico: è infatti (purtroppo si dovrà dire era) un edificio di tale forza simbolica da costituire, a nord, la vera prima Porta della città di Siena.
E' incredibile come ciò che si sta costruendo sia passato, partendo da una pia committenza, tra le mani di ottimi professionisti, autorità comunali, comprovata competenza e severità degli organi soprintendenziali. Mi dispiace anche per loro.
Spero soltanto che la nuova Amministrazione Comunale trovi il disarmante coraggio di chi intende presentarsi, da subito, con segni evidenti di cambiamento rispetto al recente passato.
Le immagini qui di sotto fanno parte degli elaborati presentati ai fini della approvazione del progetto. Sarebbe bastata un'occhiata per capire l'offesa che si stava facendo nei confronti di uno dei più straordinari monumenti del nostro passato, non solo senese.
Non è mai troppo tardi per impedire i disastri: e la nostra città ne ha conosciuti recentemente fin troppi.

rendering prodotti per l'approvazione

martedì 4 giugno 2013

Contro l'urbanistica delle sigle e/o degli sproloqui




Giancarlo De Carlo e Francesco Di Giorgio (sullo sfondo) a Urbino

Per chiunque ne sia interessato (For whom it may concern)
 Siena, 31 maggio 2013

Primi appunti per un elenco semplificato, ma ragionato, dei possibili interventi che, coerenti con una linea urbanistica complessiva, abbiano anche la necessaria flessibilità nel caso dell’ampliamento della città di Siena ai comuni confinanti


1. Interventi a breve termine (un anno) e a costo vicino allo zero.
Essi possono essere anche esaustivi in sé nel caso che il singolo intervento, per quanto limitato, abbia il significato di inizio di una azione politica e risulti particolarmente leggibile e perciò significativo.

a) Riqualificazione e recupero di Piazza 4 Novembre a San Prospero.
Se ne possono – in questo caso apparentemente secondario – già identificare le principali azioni da compiere.
-       Togliere i parcheggi esterni alle abitazioni ai bordi della piazza, lasciando massimo 2/4 posti nella parte a cul de sac verso Viale Trieste.
-        Ripiantare gli alberi caduti o eliminati
-        Togliere la raccolta-rifiuti verso il Viale Vittorio Veneto: può divenire un’area di fermata dei bus urbani
-        Rivedere illuminazione pubblica, sedute, pavimentazioni e aree verdi
-        Manutenzione costante
b) Iniziare la liberazione dalle soste auto lungo Via Pian D’Ovile con una prima riduzione del 50% (fare verifica sui residenti lungo la via e nelle immediate vicinanze).
Inoltre liberare e recuperare l’intero ambiente della Fonte Nuova e renderlo facilmente visitabile.
c) Piazzale Rosselli (o della Stazione): “ripulire” da interventi mal riusciti e mal tenuti ricreando la spazialità di fronte alla Stazione. Intanto organizzare il recupero e il restauro architettonico integrale della Stazione Ferroviaria (arch. Angiolo Mazzoni Del Grande, di famiglia senese, e autore riconosciuto dalla Storia dell’Architettura Moderna Italiana).
Operazione forse da finanziare con fondi europei, o ricorrendo a sponsor privati e/o pubblici.
d) Inizio significativo-simbolico del trasferimento della Pinacoteca al Santa Maria della Scala, con la messa in Mostra, organizzata in modo stimolante e perfetto, di capolavori uno alla volta; ridando così significato e spinta alla ripresa dei lavori della effettiva realizzazione del grande Museo.
Intanto utilizzo immediato dei 600 mq già recuperati al piano superiore, insediandovi attività di ricerca e studio connesse con la costituzione del Museo.
e) Riqualificazione (al limite restauro) del Centro di Quartiere di Torre Fiorentina con l’inserimento, al posto della scuola fatiscente e in stato di abbandono, di attività e funzioni che vitalizzino il quartiere e agiscano economicamente. Con questo apporto, che può essere privato, si può rendere possibile il costo zero dell’intera operazione. Il primo anno sarà necessario per organizzare l’operazione: sia in termini di scelta urbanistica, che di soluzione economica dei costi del recupero. Questo può essere graduale, ma l’operazione deve essere trasparente, credibile e partire in tempi brevi.
f) Ridisegnare l’area Pescaia-Colonna di San Marco: troppe auto e poco spazio a causa della eccessiva e incoerente edificazione. Lavorare, per ora, sulle aree di incerta utilizzazione destinandole tutte alla fluidificazione del traffico e dei movimenti.        Etc…



2. Interventi a medio termine (5 anni, cioè una legislatura) con progettazione e organizzazione operativa a finanziamento prevalentemente “esterno”: Europa, Regione, Privati significativi…

g) Completare funzionalmente l’ampliamento dei confini della città ai Comuni contermini. Elementi portanti dell’accorpamento dei Comuni contermini verso la “città più grande” sono: nuova forma urbis, mobilità da e verso il centro storico con diminuzione dell’uso dell’auto, e nuovi mezzi e tecnologie di trasporto. Ri-distribuzione delle funzioni civiche e sociali essenziali, tenendo conto delle diverse dimensioni degli insediamenti esistenti (non solo quantitative, ma storicamente significative, potenzialmente ampliabili, etc…).
Dunque: un Comune più Municipi semplici ed efficienti. Nuovo sistema di vincoli ambientali: dalle valli verdi della città storica alla campagna dentro il nuovo sistema urbano.
Siena come Centro di almeno una struttura europea (C S E). Ad esempio Centro Studi e sperimentazione dell’uso delle Tecnologie ambientali nei centri storici: limiti e possibilità. Quindi Siena sede di un Laboratorio Europeo Permanente (L E P).
h) Ricostituzione della “Strada-fiume” prevista dal Piano Regolatore Secchi, e relativo progetto urbano (urban center).
Ipotesi: interramento parziale della ferrovia (vedi Bilbao, etc.); sopra e sotto passaggi pedonali e ciclabili ove necessario; mezzo di trasporto pubblico in sede propria tra Area Policlinico e Area Stazione (studiare il percorso, la tecnologia di trasporto, etc.); probabile eliminazione di qualche rotatoria esistente.
i) Ri-classificare il sistema il sistema degli arrivi e approdi alla città, considerando la diversa dimensione che la città potrà assumere: identificarli e individuarne la funzione non esclusiva ma principale, che li renda complementari e, ove necessario, intercambiabili.
l) Sistema Area Centrale (S A C): Fortezza, la Lizza, piazza Matteotti, Stadio, Mercato, campino di San Prospero (parcheggio con un ulteriore piano interrato?)… Continuità pedonale e ciclabile.
m) Ripresa e completamento del Santa Maria della Scala (S M S); (ricercare finanziamento europeo e/o internazionale; collegamenti con i principali Musei europei e mondiali). Assicurare al Santa Maria della Scala una direzione di qualità a livello internazionale. Sede di Laboratorio Urbano permanente (urban center).         Etc…

N.B.
L’ampliamento del confine della città fino a comprendere l’attuale Comune di Monteriggioni sembra una azione possibile anche a breve termine, e di evidente rafforzamento della credibilità di un ampliamento più generale.

Augusto Mazzini


PS.
Domenica 9 e lunedì 10 giugno a Siena si vota il ballottaggio per eleggere il Sindaco dei prossimi 5 anni.

mercoledì 29 maggio 2013

Eyes white shut


C'era già stato un primo segnale: la perdita forte di voti nelle regionali del Friuli. Poteva essere un avvertimento, ma lo sconsiderato atteggiamento tenuto soprattutto nei confronti della folta pattuglia dei suoi eletti in Parlamento ha certamente fatto il resto. Mancanza di autonomia e nello stesso tempo di direzione politica; il silenzio a cui sono stati costretti i Suoi deputati. Suoi con la maiuscola perchè ha voluto far sentire, mai ammettendolo chiaramente, che lui era di fatto, più che il leader, il padrone delle persone che aveva messo nel Parlamento Nazionale.
Non ha sentito né i primi segni di protesta, né gli ultimi; ed è cominciato da lì, probabilmente, un sussulto di dignità che avrebbe dovuto cogliere: se fosse un leader e non un padrone. Più in generale l'ombra mai dissolta del ruolo di Casaleggio ed anche, sembra, delle fonti di finanziamento, hanno tolto alle urla di Grillo il presunto potere carismatico, quasi ipnotico: ora sembra ipnotizzato da se stesso e dall'immagine che si era costruito. Ma, faccia lui!
Se il suo parere, in sintesi, sul disastro elettorale del suo movimento nelle ultime elezioni Comunali è "hanno vinto i peggiori" (Repubblica); "ha vinto l'Italia peggiore" (L'Unità) ciò significa che non ha capito quello che è realmente successo; ma soprattutto non ha capito di offendere, in questo modo, gli italiani; sia quelli che hanno votato ma anche quelli che non hanno votato. Specialmente i suoi, che non avendolo votato vengono precipitati tra i peggiori. Davvero un bel leader!
Certo l'astensionismo ha avuto proporzioni che devono far riflettere tutti: peggiori o migliori che siano. Ognuno conosce, come io conosco, molti votanti e posso giudicarli individualmente, in modo anche molto critico: ma certo non oserei classificarli come i peggiori. Anzi, tanti peggiori, e ne conosciamo qualcuno, hanno votato e rivoteranno ora nei ballottaggi necessari.
Ce l'aveva particolarmente con Siena, ma qui - caso strano - l'astensione dal voto è stata inferiore alle media nazionale. E il Movimento 5 stelle ha praticamente dimezzato i suoi voti. Speriamo che, se nel ballottaggio rivoteranno tutti i suoi, votino bene. Cioè Valentini Sindaco. Senza confinare, per questo, l'avversario Eugenio Neri, tra i peggiori della società senese.

venerdì 24 maggio 2013

Diamoci un taglio

Domenica e Lunedì i potenziali elettori sarebbero circa 44'000 (in realtà nel 2011 votarono 33'700 cittadini). Se votassero tutti, a ogni elettore spetterebbero 0,009 consiglieri, cioè niente. Ma il dato più eccitante è che i circa 500 candidati delle liste presentate hanno, ognuno, la virtuale sicurezza di poter ricevere ben 88 voti. Che non è poi così male, se tutti gli elettori si recassero a votare: che, come si è visto, non avverrà.
Ma questi sono scarti fisiologici, oggettivi, che dipendono solo dalle scelte dei cittadini e dall'altissimo numero dei candidati.
Cosa ben diversa sono i tagli giornalistici, cioè quelli praticati nei giornali. Generalizzando, si può dire che, nelle cronache senesi, sono apparsi in questa campagna elettorale ora al termine, fin troppe persone e personaggi da votare, e nomi o facce, spesso di anonimi elettori; ma non per questo tutti meno importanti.
Da giorni paginate ubriacanti, piene zeppe di pareri, opinioni, opzioni, preferenze, tematiche etc; che sarebbe ingenuo però definire spontanee. Lo dimostra il dato che, in certi casi, sembra si sappia bene cosa non far apparire, non riportare (reportage). E non perchè di nessun valore o interesse: in genere è vero il contrario.
Qui sotto intanto riportiamo un elenco di spontanei sostenitori di Valentini che è stato distribuito in tutte le possibili fonti di informazioni: compresi i giornali, diciamo così, cittadini: questi non hanno pubblicato niente. Per quale motivo? Troppa roba da pubblicare ancora? Nomi poco significativi? Leggete l'elenco qui sotto: basta per incontrare molti nomi che avrebbeo dovuto suscitare interesse e, a seconda dei casi, compiacimento. Se posso esprimere il mio, di compiacimento (che è di fatto esteso a tutti i nomi presenti), lo farei sottolineando per i miei concittadini alcuni nomi: Simone Bachini, produttore cinematografico (Il vento fa il suo giro, L'uomo che verrà...); Enzo Cheli, grande costituzionalista, già Vice Presidente della Corte Costituzionale; Pino Gilioli, autore e Dirigente RAI di Torino; Adalberto Grossi, già Rettore dell'Università di Siena; Michele Zappella, neuropsichiatra per l'infanzia di fama mondiale.

Giovanni Minnucci, Elisabetta Antonini, Simone Bachini, Miranda Ballini, Giovanni Barsacchi, Alessandro Bassilichi, Roberto Barbetti, Cecilia Bartalini, Graziano Becchetti, Massimiliano Bellavista, Aldo Berlinguer, Lara Betti, Luigi Borri, Simone Brogi, Miranda Brugi, Enrica Burroni, Francesco Burroni, Alessandro Callai, Ottavio Calzone, Nicolò Carnemolla, Carla Caselli, Alberto Casorelli, Giuseppe Catturi, Enzo Cheli, Giuliana De Angelis, Alessandro Fabbrini, Teresa Rita Fabris, Fabio Finetto, Franco Fortunato, Leonardo Finucci, Mauro Galeazzi, Francesco Gambelli, Pino Gilioli, Rocco Girardi, Simone Grandini, Paolo Graziani, Adalberto Grossi, Lucia Guideri, Piergiorgo Laghi, Paolo La Russa, Cinzia Lamoretti, Antonio Lenti, Rosella Mancianti, Augusto Mazzini, Valeria Milanesi, Giuseppe Mincella, Vincenzo Mittica, Emanuele Montomoli, Beatrice Niccolini, Franco Nobile, Alice Pacini, Federico Pannacci, Giacomo Paoli, Emanuele Paolini, Laura Passero, Manrico Pelosi, Antonella Picchianti, Gabriella Piccinni, Roberto Renò, Antonio Ricci, Gloria Salvini, Mario Simoncini, Stefania Solazzo, Sandra Vannini, Beatrice Vannoni, Michele Zappella, Riccardo Margheriti, Mauro Tozzi, Tiziana Tarquini, Maurizio Boldrini, Rolando Rosa, Sabrina Machetti.

martedì 14 maggio 2013

Pattabi Ganapathi Raman



Domenica 12 maggio è morto un amico caro, che a Siena aveva altri amici: Carlo Nepi e Fabrizio Mezzedimi, oltre ai miei figli Giovanni e Paolo.
Pattabi G. Raman era architetto, nato in India e lì laureato a Madras. Ma è vissuto e ha insegnato in paesi molto diversi: Edinburgh prima di tutto, poi in Turchia e, da dieci anni, in Sud Africa: Johannesburg, Bloemfontein e da ultimo Cape Town. Ma è morto a Torino, la città di sua moglie e poi, purtroppo o meno male, il luogo dove la sua malattia è potuta terminare senza inutili sofferenze.
Sotto lo sguardo di Anna e Raju, il figlio medico.
Ma il nostro primo incontro era avvenuto sulla carta, per me e Carlo Nepi: sul n. 7 di Spazio e Società, la bellissima rivista di Giancarlo De Carlo. E avvertimmo subito un filo di comprensione e amicizia che è durato fino ad ora. Conosceva le nostre architetture e ne aveva parlato su una rivista edita a Singapore.
Sempre distanti - era soprattutto lui a muoversi - ma sempre vicini.
Nella sua bella casa di Edimburgo, in Eildon Street, avevamo soggiornato con i Mezzedimi, avendo di fronte, attraverso luminosi bow-window, la silhouette del Royal Mail con in cima il castello. C'era un po' di Siena in quel profilo. Si era già spenta la mentale partita a ping pong su Spazio e Società, anch'essa, la rivista, finita prima del tempo: ma sempre amici a distanza, lungo un filo tenace di amicizia e di idee. Era stato a Siena poco tempo fa, già malato. Un po' prima era venuto con i suoi studenti, interessato alle nostre architetture italiane e toscane, che progettava di portare in Sud Africa (What Tuscan architects are doing today).

Una foto recente di Raman