Esiste ancora un PD (Partito Democratico) senese? Lasciamo stare quello provinciale, affidato ad un simpaticamente evanescente segretario, dal cognome invece altisonante.
Qui si tratta drammaticamente di quello cittadino, diretto - si fa per dire - da un segretario che più segretario non potrebbe essere. Un segretario domestico, si può dire: nel senso del suo stretto rapporto col dominus, piuttosto che con la domus, sembrerebbe.
Non un cameriere, perciò: ma un fedele seguace, piuttosto.
La vicenda in corso delle primarie per la scelta dei candidati PD (un centro sinistra ormai ridotto) a Sindaco di Siena è, a suo modo, chiarificatrice. Regolata, cioè impacchettata in regole, come peggio non si poteva.
Danneggia tutto e tutti: la affidabilità del PD come tale e gli stessi eventuali concorrenti, nessuno escluso. A questo punto si potrebbe già dire tutti esclusi, meno uno.
E' stato sbagliato tutto lo sbagliabile: a partire dalla "tempistica", come si chiama volentieri nel gergo politichese. Cioè aver fissato l'inizio e la fine dell'istruttoria per la presentazione delle candidature con continui ritocchi temporali, tutti incastrati tra le festività; e due magistrali "distrazioni" divenute, di fatto, sottrazioni.
Nel caso di ammanchi nelle aziende, specie quelle pubbliche, i due termini si equivalgono.
Primo: iniziare le procedure - che dovrebbero avere lo scopo di coinvolgere e sondare almeno gli iscritti e i simpatizzanti - senza conoscere con certezza la data delle relative elezioni amministrative. Anche se ci voleva poco a prevedere che sarebbero andate ben oltre le elezioni politiche: quindi, intralciando queste e andando a primavera inoltrata.
Secondo: anche se è una ipotesi, le scadenze e le regole sono subito sembrate essere registrate facendo riferimento ad un'unica candidatura, certo non obbligatoria, ma evidentemente ritenuta la più idonea o naturale.
Da qui tutto il pasticcio che ne è seguito e che, di certo, non accresce il favore di un elettorato senese che anche un segretario domestico doveva aver percepito essere attraversato da molta indecisione, se non addirittura da disaffezione.
Purtroppo, quando i segretari non vanno, non va anche il partito.
Conviene chiudere, per non farla troppo lunga, con le stesse parole del Segretario Comunale PD uscite due giorni fa sulla stampa cittadina.
"Accolgo con grande soddisfazione (l'incipit vorrebbe essere nello stile Napolitano interpretato da Crozza) la decisione dell'Assemblea dei sostenitori (!) e dei sottoscrittori (!) di Franco Ceccuzzi di dare una parte delle firme a Bruno Valentini, affinché possa correre (sic!) alle Primarie del centro sinistra. E' un gesto di grande responsabilità e correttezza politica".
Con questa uscita ufficiale, si dimetta Segretario: la domus penso non abbia più bisogno di lei.
Disegni di Saul Steinberg