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lunedì 2 aprile 2012

Mostra a Pisa

Nella foto: Augusto Mazzini, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi e il direttore artistico Roberto Pasqualetti

Il 30 marzo 2012 si è inaugurata a Pisa la mostra intitolata "Augusto Mazzini - esperienze condivise".
La mostra, che fa parte delle 10 mostre intitolate "Toscana Architects" e dedicate ad architetti (e studi) toscani di fama nazionale, resterà aperta fino al 29 aprile

Qui di sotto riportiamo il testo del pieghevole di corredo alla mostra che spiega, speriamo con semplicità, il senso delle esperienze condivise; accompagnandolo con alcune foto della mostra nel giorno della sua apertura. È chiaro che questo rappresenta anche un invito a visitarla.

"Esperienze condivise può voler dire molto, e anche niente. Qui vuole significare più cose, anche complesse, ma tenute insieme da un unico principio: non c’è architettura, per quanto piccola e privata che sia; non c’è intervento sul territorio, per quanto limitato, che non debbano riflettere la loro quota, certo diversa, di interesse generale: meglio dire “pubblico”. Può sembrare un’affermazione ideologica, fideistica; o anche la scusa per produrre poi risultati anonimi, privi di coraggio progettuale. Ma è esattamente il contrario. Mi ricordo, in una delle penultime Biennali, intitolata da Fuksas (suppongo) “Più etica/meno estetica”, che la risposta immediata e diretta di Richard Rogers - inglese nato a Firenze - fu: “più etica/più estetica”. Che c’entra l’esperienza condivisa? Non vuol dire affatto che un’architettura, un piano, un progetto insomma, sono buoni solo se sono apprezzati da tutti. Spesso è, anzi, proprio l’opposto; specie in un paese abituato da troppo tempo alla mediocrità, per non dire peggio. Significa semplicemente che noi abbiamo praticato, negli anni, un modo di lavorare in cui la ricerca della qualità si misurava sempre col contesto, con referenti stimolanti e, soprattutto, vedeva partecipi tutti coloro che lavoravano, o collaboravano, ai progetti e alla loro realizzazione. Sembrerà banale, ma all’incirca è così. Anche per questo nella mostra si trovano tutti (spero) i nomi di quelli che a diverso titolo hanno collaborato e, come in una parentesi aperta, i maestri con cui abbiamo avuto la fortuna di avere un rapporto diretto, e talvolta alla pari. Ovviamente ciascuno nella sua dimensione."

Cliccare nelle foto per ingrandirle